di don Fabrizio Centofanti OFMDA
Viviamo in un mondo di fake news: chi può dire se una notizia sia vera o ingannatrice? L’intelligenza artificiale, in questo senso, aumenta l’incertezza, perché è in grado di creare, con i dati che trova, storie che non corrispondono più al vero. C’è nostalgia dell’adesione alla realtà, approccio diventato capolavoro letterario nel Dostoevskij dei fratelli Karamazov.
Dove trovare un paradigma simile? In Maria, Colei che ha fatto del sì alla verità (ghenòito, fiat, avvenga per me) la ragione stessa della vita. Con Maria possiamo “passare all’altra riva”, assecondare l’invito di Gesù, in un cammino che dalle false notizie conduce alle cose come stanno.
Il vero è sinonimo di felicità, e la verità dell’uomo è l’unione con Dio. Maria è l’odigitria, Colei che indica la via, o meglio la Via per eccellenza, il Cristo. In Calabria c’è un santuario dedicato a questa bella vocazione della Vergine, situato accanto a un faro: chi desidera che la luce penetri nel cuore non può prescindere dall’intercessione della Madre, che sempre porta al Figlio.
Verità e felicità: l’annuncio dell’angelo anticipa ogni cosa col saluto che è anche un gioco di parole: càire checaritomène, rallegrati o riempita di grazia. Solo un pieno di grazia può garantire l’approdo alla gioia profonda dell’unione con Dio; e Maria, ancora una volta, è l’apripista.
Ma c’è qualcosa di più urgente. La profezia dell’angelo nell’annunciazione – tema portante della spiritualità di don Terenzi, fondatore del Santuario del Divino Amore – contiene il segreto dei segreti: nulla è impossibile a Dio. Gesù è esplicito al riguardo: la tua fiducia ti ha salvato, ripete nel Vangelo. Maria è Madre della fiducia innanzitutto, e per questo apre la strada.